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Le chiese di San Sperate


Le Chiese principali del paese sono quattro: esse ovviamente subirono vari rifacimenti nel corso dei secoli e si presentano pertanto ricche di elementi artistico decorativi dei vari periodi.
- Chiesa parrocchiale dedicata a San Sperate;
- Chiesa di San Giovanni;
- Chiesa di Santa Lucia;
- Chiesa di Santa Barbara.


Chiesa parrocchiale
La Chiesa parrocchiale situata in Via XI Febbraio è intitolata a San Sperate e risale alla metà del seicento; essa venne infatti eretta sul luogo in cui vennero rinvenute le reliquie del martire Speratus.
Esistono due versioni riguardanti la storia del martire Sperato.
La più accreditata vuole che si trattasse di un martire scillitano, martirizzato in Africa il 17 luglio 180 d.C. Le reliquie arrivarono nel paese agli inizi del VI sec. affinché non venissero profanate dai Vandali.
Un’altra tradizione, ma priva di fonti sicure, parla di un martire sardo, Sperate, che nacque nel paese omonimo; per la tradizione popolare era un capitano dell’esercito imperiale di Diocleziano, impegnato nella difesa del paganesimo durante una delle ultime e più terribili persecuzioni contro i cristiani. Convertitosi al Cristianesimo, Sperate venne chiuso in carcere e sottoposto alle più atroci torture fino alla decapitazione.
Il 2 maggio del 1616 l’arcivescovo Esquivel riesumò le reliquie e così ebbe inizio la costruzione della Chiesa.
Essa presenta una schema tipico per la Sardegna; una sola navata con due cappelle per lato e pavimenti in marmo.
All’ esterno svetta l’imponente torre campanaria, in stile aragonese la cui sommità venne modificata in epoca moderna con la rimozione della piccola cupola sovrastante.
Le campane del periodo seicentesco vennero purtroppo fuse e riutilizzate.
La Chiesa subì ovviamente vari rifacimenti nel corso dei secoli e si presenta ricca pertanto di elementi artistico decorativi di vari periodi e stili anche al suo interno.
La navata, in origine con volta a botte realizzata in legno e con archi in stile gotico aragonese, si presenta oggi in cemento. Le varie parti della Chiesa presentano peraltro volte di diversa altezza, maggiore quella della navata centrale, più bassa quella del Presbiterio e ancora minore quelle delle cappelle.
Agli inizi dell’Ottocento venne sistemata la zona del Presbiterio con l’altare maggiore e la balaustrata in marmi policromi. Accanto all’altare una scala conduce alla tomba del Santo.
Lungo la navata, la prima cappella a destra è dedicata a Santa Prisca le cui spoglie vennero rinvenute insieme a quelle di San Sperate. Entrambi sono infatti patroni del paese. La Cappella ha la volta a botte ed è decorata con un medaglione della Santa sul paliotto di marmo.
La seconda cappella a sinistra dedicata alla Vergine del Rosario ha volta a crociera ed è delimitata da un caratteristico arco a sesto acuto.
Sul lato sinistro invece la prima cappella ora intitolata al Sacro Cuore in passato venne dedicata prima a San Sperate poi a San Francesco la cui raffigurazione è ancora presente nella volta della cappella, mentre l’altare marmoreo presenta in bassorilievo nel paliotto l’immagine di San Sperate.
La seconda cappella a sinistra è dedicata al SS.Crocifisso, presenta arco a tutto sesto e volta a crociera con gemma decorativa centrale.
Nella Chiesa è presente un fonte battesimale di antica e pregevole fattura in cui possiamo osservare i bassorilievi raffiguranti il battesimo di Gesù ad opera di San Giovanni Battista al centro e un leone, simbolo della potenza evangelica, su ogni lato.


Chiesa San Giovanni
La Chiesa romanica di San Giovanni Battista, oggi interamente restaurata, era l’antica chiesa parrocchiale presente nei documenti dell’archivio Arcivescovile, già nel 1589.
Essa si trova in Via San Giovanni, quasi ai margini dell’abitato ed è di modeste dimensioni.
La Chiesa subì vari rifacimenti e rimaneggiamenti il più evidente dei quali è quello risalente all’epoca aragonese. Il suo stile pertanto risulta vario e composito.
La chiesa è costituita da un unico ambiente, semplice e suggestivo. La copertura è lignea, Il presbiterio è caratterizzato da una cappella aragonese con volta a stella. A sinistra attraverso un arco si accede alla unica cappella laterale che è decorata in modo analogo alla cappella presbiteriale. Nei capitelli di entrambe infatti è possibile osservare le iconografie simboliche dei quattro evangelisti come ci vengono presentate nell’Apocalisse di San Giovanni: Matteo è simboleggiato da un angelo, Luca da un bue alato, Giovanni da un aquila, Marco infine da un leone alato.
La chiesa di San Giovanni come era antica usanza venne usata anche per le sepolture sia al suo interno che nel terreno circostante. Nonostante tale usanza fosse ormai stata abbandonata, nel 1892 si decise in considerazione del tragico avvenimento di seppellirvi le vittime dell’alluvione.


Chiesa di Santa Lucia
La Chiesa di Santa Lucia risale alla fine del Cinquecento come risulta nei documenti dell’archivio Arcivescovile.
In passato fu un importante santuario campestre probabilmente ubicato laddove erano presenti precedenti.
Col tempo venne usato come cappella e cimitero, come attestano le numerose sepolture rinvenute sotto il pavimento.
La struttura della Chiesa in relazione alle sue origini è molto semplice: un unico ambiente rettangolare senza abside né cappelle.
Le parti architettoniche più antiche sono in stile romanico, i maggiori rifacimenti risalgono all’epoca seicentesca e settecentesca come sembra rivelare la copertura lignea e la facciata con portale sormontato da finestra ovale e piccolo campanile.
Anche l’altare presente all’interno rivela i canoni costruttivi del tardo Seicento. Esso è decorato con vari simboli che rimandano ai culti pagani dei periodi precedenti: palma, libro, pugnale e crescente lunare.
All’interno della Chiesa la Statua di Santa Lucia realizzata in legno e di fattura molto antica venne restaurata alla fine degli anni novanta.
La scultura alta circa 85 cm. raffigura la Santa secondo i canoni dell’iconografia classica, abbigliata con una veste dal ricco drappeggio e cinta decorata, e con la mano destra protesa a reggere un piattino sul quale dovevano essere posizionati i due occhi simbolo della Santa, a cui ci si affida ancor oggi per chiedere protezione per la vista.


Chiesa di Santa Barbara
Fuori dell’abitato troviamo la Chiesa di Santa Barbara. Era la Chiesa parrocchiale dello scomparso villaggio Sipont che crollò nel 1890.
Fino a qualche decennio fa vi erano solo i ruderi: finalmente, nel 1984, si riuscì a ricostruirla e benedirla.

 
 
 
 
 
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