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Il Museo del Crudo

Particolarmente degno di nota è il Museo del Crudo un’antica abitazione padronale del seicento interamente costruita in ladiri. Si tratta di un semplice ma imponente edificio a due piani, più il solaio, con complessivamente 13 camere. Ospita nei vari periodi dell’anno importanti mostre d’arte.
Il Monte Granatico, costruito in ladiri, risale in alcune parti al Settecento, con ampliamenti del primo Novecento.
Villa Tola progettata dall’architetto Gaetano Cima è stata realizzata intorno al 1850 interamente in mattoni crudi.


Ladiri
Con questo termine si indicano i mattoni crudi fatti con terra argillosa e paglia tritata ed essiccati al sole.
Essi costituivano il materiale edilizio più utilizzato in Sardegna sin dalle epoche più remote, soprattutto nelle zone di pianura, come San Sperate, prive di cave di pietra.
Questi semplici ed economici mattoni di fango sono caratteristici dell’architettura di tutte le zone agrarie del Mediterraneo ed in particolare di quelle più meridionali.
Infatti le case costruite con questi mattoni si mantengono calde e asciutte d’inverno, fresche d’estate.
Questa antica tecnica costruttiva è ammirabile in numerosi edifici di San Sperate.


Preparazione dei ladiri
I mattoni venivano preparati in zone dotate di pozzi o cisterne essendo l’acqua un elemento necessario per la loro fattura. La terra veniva estratta giornalmente, essa doveva essere preferibilmente ricca di argilla e povera di pietre che se presenti andavano eliminate. La terra veniva impastata con l’acqua, occorreva perizia e competenza per ottenere la giusta consistenza. Successivamente veniva mischiata la paglia, preventivamente sminuzzata, per conferire al mattone maggiore robustezza.
Per tale lavoro venivano usati strumenti semplici, quali zappe larghe, e ci si aiutava ovviamente anche con i piedi affinché l’impasto diventasse il più omogeneo possibile.
Esso veniva lasciato a riposo per tutta la notte e il mattino successivo per mezzo di formelle rettangolari, “su sestu”, prendeva forma.
Prima di poter essere usato il mattone necessitava di almeno un mese di esposizione al sole per la sua essiccazione. Pertanto la preparazione dei mattoni veniva eseguita soltanto durante la stagione estiva, ma non nei mesi di luglio e agosto in quanto il sole troppo forte ne avrebbe pregiudicato la robustezza.
L’ultima fase della lavorazione prima della messa in opera consisteva nel controllo per eliminazione di eventuali imperfezioni che avrebbero potuto impedire ai mattoni di combaciare alla perfezione.
 
 
 
 
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