Nuova pagina 1
home page Contattaci Cerca nel sito
     
 
 
  flash news

 
Storia
 

Il territorio di San Sperate è stato abitato fin dalle epoche più remote, sia a causa della favorevole posizione geografica, in pieno Campidano e vicino a due corsi d’acqua, sia dalla particolare fertilità del suolo, ricco di humus e facilmente lavorabile.

PREISTORIA
I primi insediamenti umani risalgono infatti all’epoca neolitica, III millennio a.C., epoca in cui l’uomo si dedica principalmente all’agricoltura.
Numerosi reperti attestano la vita nel periodo nuragico, XVIII-IX sec. a.C., in particolare oggetti d’uso comune e resti di un pozzo sacro per il culto delle acque.
Nonostante attualmente non vi siano torri nuragiche emergenti, i vari ritrovamenti archeologici avvalorano l’ipotesi della presenza di un nuraghe fortificato per la difesa del territorio, come attesta il modellino di nuraghe, conservato al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, splendido e raro esempio di scultura in pietra del periodo, ritrovato in località Su Stradoni de Deximu.
La vita del centro prosegue e si intensifica nel corso del tempo.

PERIODO PUNICO
Numerosi i ritrovamenti archeologici di questo periodo, tra questi di particolare rilievo la Maschera in terracotta, rinvenuta nel 1876, nota come “maschera ghignante” perché usata nei rituali magico-religiosi per allontanare gli spiriti maligni, per questo chiamata anche apotropaica, risalente al VI-III sec. a.C.
Sempre allo stesso periodo storico risalgono i ritrovamenti del 1967 di un’intera necropoli punica, che hanno messo in luce numerose tombe a sarcofago e preziosi corredi.


PERIODO ROMANO
Durante l’epoca romana, III sec. a.C. - V sec. d.C., il paese di San Sperate acquista crescente importanza per la sua favorevole posizione di passaggio lungo la via che da Karalis, odierna Cagliari, conduce a Tharros.
Assai probabile è l’identificazione di San Sperate con Villa Valeria, luogo di villeggiatura ai tempi romani, come attesta Tolomeo, il geografo del III sec. d.C.
Certo è invece il nome Orticedro, a causa degli agrumi impiantati dai saraceni, riscontrabile fino al XIV sec.

PERIODO BARBARO
Alla fine del V e all’inizio del VI sec. d.C la Sardegna viene occupata dai Vandali e proprio in questo periodo giungono, perché costretti all’esilio in Sardegna, molti vescovi africani che portarono nell’isola le reliquie di importanti santi per non farle profanare dai Vandali.
Le reliquie del martire scillitano Speratus, martirizzato in Africa il 17 luglio 180 d.C., arrivano intorno a 507-508 d.C. dapprima a Cagliari e poi, perché luogo più sicuro, nel nostro paese, ove sono state rinvenute nei pressi del luogo dove oggi nasce la Chiesa parrocchiale intitolata al santo.
In onore del Santo, in un’epoca imprecisata, compresa tra il 600 e il 1200, il paese cambia nome: il nome “San Sperato” si trova per la prima volta in un documento ufficiale del 1441.

PERIODO GIUDICALE
Durante l’epoca medievale la Sardegna viene suddivisa in 4 regni, chiamati Giudicati, e San Sperate entra ovviamente sotto il controllo del Giudicato di Cagliari seguendone le vicissitudini storiche.

L’importante posizione strategica di Cagliari per il controllo del Mediterraneo attira la repubblica marinara di Pisa che conquista sia la città sia tutto il territorio ad essa annesso.

PERIODO SPAGNOLO
In breve tempo ai Pisani subentrano gli Aragonesi che vengono aiutati nella conquista dell’isola dal Papa Bonifacio VIII che offrì loro la Sardegna in cambio della Sicilia. In questo periodo San Sperate manda la sua rappresentanza anche al primo Parlamento sardo del 1355 a Cagliari.
Il feudalesimo si afferma nell’isola, anche se in ritardo rispetto al resto d’Europa, e viene abolito nella prima metà dell’800. Il feudo di San Sperate, concesso a Giordano de Tolo, viene istituito nel 1421 dal Re aragonese Alfonso V.
Quando la Corona d’Aragona si unisce al regno di Castiglia, alla dominazione Aragonese segue quella Spagnola che dura fino agli inizi del ‘700 quando la Sardegna passa ai Savoia.

PERIODO SARDO - PIEMONTESE
Nel 1718 col trattato di Londra, la Sardegna viene assegnata a Vittorio Amedeo I di Savoia, che pertanto nel 1720 diventa Re di Sardegna.
Nel 1847 Carlo Alberto decreta l’abolizione dei feudi e costituisce il Regno Sardo–Piemontese. La sorte della Sardegna in tale modo si unisce a quella dello Stato Piemontese fino alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861.

DAL REGNO D’ ITALIA AD OGGI
Nonostante il ritardo rispetto ad altre zone d’Italia sono stati numerosi i provvedimenti adottati dal Governo per lo sviluppo dell’isola: ferrovie, strade e ponti, scuole, ospedali, miniere.
Ciò ha determinato un notevole aumento della popolazione che dai circa 600.000 abitanti del 1871 passa a circa 900.000 nel 1921.
Spesso i lavori di modernizzazione e miglioramento del territorio sono stati ritardati a causa dei lenti ingranaggi della burocrazia, come è successo al progetto per gli argini di contenimento del Rio Mannu, tanto che il 20 Ottobre del 1892 lo straripamento del fiume ha causato la morte di 69 persone, in ricordo delle quali svetta in Piazza Croce Santa una scultura a loro dedicata e in occasione del centenario è stata scritta da Alfonso Spiga e messa in scena dalla compagnia teatrale La Maschera un’ opera teatrale.
Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948, la Sardegna diventa Regione Autonoma a Statuto Speciale.
Nel 1950 grazie al Piano di rinascita vengono effettuati numerosi interventi per il miglioramento dell’economia dell’isola ed in particolare per il suo sviluppo agricolo.
E’ così che San Sperate assume un ruolo di primaria importanza nell’isola, soprattutto per quel che concerne la frutticoltura, grazie alle nuove qualità di pesche e agrumi.
Nel dopoguerra San Sperate diventa il maggior fornitore dei mercati di ortofrutta di Cagliari e, negli ultimi vent’anni, il più grande produttore di pesche di tutta la Sardegna.
Oggi l’agricoltura non è più una delle attività economiche più diffuse, sono molti gli abitanti che vi dedicano ormai i piccoli ritagli di tempo e tanti sono i terreni incolti, a causa delle sempre più frequenti siccità e delle basse prospettive di guadagno, causate dall’invasione nei nostri mercati di frutta a prezzi molto bassi.
Particolarmente viva a partire dagli anni ’60 è la vita culturale del paese tanto che nel 1967 viene riconosciuto come “Paese Museo” per le numerose iniziative in campo artistico e soprattutto per i muri dipinti con i murales che abbelliscono e rendono unico e originale il “Paese Museo”.
Attualmente San Sperate ha contatti con le accademie d’arte più importanti d’Europa.

 
 
Nuova pagina 1
--
 
 
 
 

PERSONAGGI FAMOSI

aaaa

LUOGHI DA SCOPRIRE

aaa

               

Copyright © 2009 Ufficio Turistico di San Sperate  -  Associazione Fentanas - Partita IVA: 03194250928